I pacifisti amanti del “Che” latitano, così come si è eclissato il popolo delle bandierine iridate. E’ ovvio: a massacrare sono i loro amici “rossi”, i nipotini di Mao, quelli della rivoluzione culturale, non gli odiati yankee o qualche israeliano nella striscia di Gaza. Certo: Bertinotti, Diliberto e l’Alfonso Pecoraio, il verde che ha lasciato Napoli e dintorni nell’immondizia, sono presi dalle elezioni per sconfiggere il “terribile” Cavaliere e la destra italiana, quindi i monaci tibetani possono morire nell’indifferenza generale: vergognatevi una buona volta!
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martedì 18 marzo 2008
I comunisti possono trucidare
Pubblicato da
L'Osservatore Nostrano
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Etichette: Cina, repressione, Tibet
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