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martedì 11 marzo 2008

Ciarrapico che paura!

Oggi tutti i bogger di sinistra si sono scatenati sulla candidatura nel PDL di Ciarrapico che tempo fa si dichiarò fascista. Peccato che siano pochi a preoccuparsi dei fascisti rossi (comunisti, disobbedienti, ecc.) che siedono nel nostro Parlamento. Personalmente mi hanno sempre preoccupato coloro che si definiscono democratici sotto il simbolo della falce e martello piuttosto di quelli che si dichiarano fascisti: almeno quest’ultimi sono usciti allo scoperto, tutti gli altri no.

(Nella foto il premio Nobel Dario Fo, prima che si togliesse la casacca nera per mettere quella rossa)

lunedì 25 febbraio 2008

Basta con l'ipocrisia demagogica di sinistra

«Desidero porgerLe le mie piu' sincere congratulazioni, con l'auspicio che sotto la sua guida Cuba possa intraprendere con la necessaria determinazione un cammino capace di conciliare le conquiste sociali della Rivoluzione con la necessita' di rispettare i diritti individuali e di rendere concretamente operanti i principi del pluralismo». E' ciò che il ministro degli Affari Esteri D'Alema auspica per Cuba per il dopo Castro, lo riporta una notizia Ansa.

Ma finiamola una volta per tutte: ma quali sono le conquiste sociali della rivoluzione? La tessera del partito per acquistare i beni di prima necessità? La mancanza dei diritti civili? L'aver fatto diventare l'isola caraibica un bordello dove arrivano flotte di turisti uomini pronti a comprarsi con pochi dollari l'amore di qualche donna disperata?
D'altro canto è quello che è sempre successo in tutti i paesi dell'est dove hanno governato i regimi comunisti. Ma quando finirà tutta questa ipocrisia demagogica di sinistra? Il popolo cubano ne ha le tasche piene del suo Leader Maximo e della rivoluzione, che di fatto hanno generato soltanto miseria e repressione. Andate a Cuba, ma non nei villaggi allestiti per turisti, in cui non manca niente. Andate tra il popolo, proprio tra la gente comune per capire i danni che il comunismo è stato in grado di originare.

L'associazione contro la pena di morte Nessuno tocchi Caino, sostiene che non si è mai voluto minimamente tener conto della realtà cubana e dei misfatti compiuti dal dittatore di più lungo corso al mondo, e che la Perla dei Caraibi non è tutta sole, mare e sabbia, ma anche un'isola galera con tanto di centri per la rieducazione.
E se volete saperne veramente di più visitate cubaitalia.org

sabato 16 febbraio 2008

Cambogia: muore criminale ex leader Khmer rossi

Un ex comandante dei Khmer rossi, accusato di aver rapito e ucciso tre occidentali nel 1994, e' morto in ospedale.
Lo ha riferito la moglie e confermato il ministero dell'informazione. Sam Bith, 74 anni, era il piu' anziano dei tre ultramaoisti accusati nel 2002 di aver rapito e ucciso l'inglese Mark Slater, il francese Jean-Michel Braquet e l'australiano David Wilson durante un'imboscata a un treno nel sud del Paese.

E’ bene ricordare, visto che si parla poco volentieri di alcuni crimini, che i Khmer rossi furono un organizzazione politica comunista rimasta al potere in Cambogia dal 1975 al 1979. Si ritiene che il regime dei Khmer Rossi abbia causato la morte di 1,7 milioni di persone attraverso carestia, lavoro forzato e esecuzioni. Fu sicuramente uno dei regimi più violenti del XX secolo, spesso paragonato a quello di Stalin e di Adolf Hitler: in rapporto alla popolazione, causò più morti di tutti gli altri. (Wikipedia)

martedì 12 febbraio 2008

«Perché a Cuba viviamo male?»

La truffa del comunismo

«Presidente, perché non possiamo viaggiare all'estero? E perché a Cuba servono due, tre giorni di lavoro per comprare uno spazzolino da denti?». Un video filtra dall'isola e conquista Internet, aprendo interrogativi sui cambiamenti in corso. E' una registrazione di qualche settimana fa: un gruppo di studenti della Facoltà di informatica discute con Ricardo Alarcon, presidente del Parlamento e da anni uomo di vertice della nomenklatura. Il video dura appena quattro minuti, ma si capisce che il dibattito è acceso e franco. Mostra le domande di due studenti e le risposte di Alarcon, cortese e non troppo meravigliato.

I giovani non sono dissidenti, appartengono alla gioventù comunista. Eppure pongono questioni cruciali, che toccano l'essenza stessa del regime. Alejandro, riccioli neri, pizzetto e maglietta della Puma, vuol sapere perché è costretto a votare per una lista unica di candidati, che non conosce. «Come faccio a sapere che meritano il mio voto? Chi sono? Ho solo visto le loro foto appese sul muro del ristorante...». Poi arriva Eliecer, altro ragazzo, legge le domande da un quaderno, veste una maglietta con il simbolo @, la libertà della Rete. Protesta per il doppio cambio: quasi tutto quello che si può comprare a Cuba è in pesos convertibili, come dire in dollari, mentre i salari sono in pesos normali, «che hanno un potere d'acquisto 25 volte minore ». Poi si chiede perché i cittadini cubani non possono andare negli alberghi e nelle spiagge riservate agli stranieri, o perché lui non può viaggiare all'estero, per esempio andare in Bolivia: «Non posso morire senza vedere il luogo dove il Che è caduto...».

Tratto dal "Corriere.it"