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sabato 26 aprile 2008

Questa è la sinistra italiana

mercoledì 19 marzo 2008

La sinistra ha le idee chiare...

[…] Il socialismo riformista lo ha capito, e difatti accetta il sistema di mercato con tutte le sue implicazioni. Certo non può abbandonare salari e stipendi a una competizione selvaggia che davvero porterebbe all'impoverimento crescente del proletario (mal previsto da Marx); e difatti questa sinistra, la socialdemocrazia, si impegna nel welfare e nella protezione delle fasce sociali più deboli.

Invece il socialismo cosiddetto alternativo, che è in sostanza un vetero- comunismo, non ha capito niente di niente. Non ha capito perché l'Unione Sovietica sia morta per collasso, perché l'economia di pianificazione collettivistica sia stata un disastro, e perché la ricetta del «niente a nessuno», la ricetta della eliminazione della proprietà privata, abbia prodotto la più sanguinaria dittatura totalitaria della storia. Prodi si illudeva di ammansire Bertinotti. Che invece rientra nella mischia elettorale più cattivo che mai predicando la guerra tra «sfruttatori e sfruttati».

Domanda: cosa ne dovremmo fare, presidente Bertinotti, degli sfruttatori? Li ammazziamo, come fece Stalin? Li espropriamo? In entrambi i casi uccidiamo la gallina che fa le uova d'oro. Il problema —ricordo—è la ricchezza per investimento, il capitale che alimenta e fa crescere l'economia. Se lo dissipiamo, i primi a trovarsi alla fame saranno proprio i cosiddetti sfruttati. Certo, una economia «troppo libera» crea ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri. Ma questo è un problema di ridistribuzione, come il socialismo riformista ha capito e il Bertinottismo no. Il Bertinottismo dipende (anche se non lo sa) dall' aiuto di Gesù Bambino.

scritto da Giovanni Sartori (Corriere.it)

lunedì 25 febbraio 2008

Basta con l'ipocrisia demagogica di sinistra

«Desidero porgerLe le mie piu' sincere congratulazioni, con l'auspicio che sotto la sua guida Cuba possa intraprendere con la necessaria determinazione un cammino capace di conciliare le conquiste sociali della Rivoluzione con la necessita' di rispettare i diritti individuali e di rendere concretamente operanti i principi del pluralismo». E' ciò che il ministro degli Affari Esteri D'Alema auspica per Cuba per il dopo Castro, lo riporta una notizia Ansa.

Ma finiamola una volta per tutte: ma quali sono le conquiste sociali della rivoluzione? La tessera del partito per acquistare i beni di prima necessità? La mancanza dei diritti civili? L'aver fatto diventare l'isola caraibica un bordello dove arrivano flotte di turisti uomini pronti a comprarsi con pochi dollari l'amore di qualche donna disperata?
D'altro canto è quello che è sempre successo in tutti i paesi dell'est dove hanno governato i regimi comunisti. Ma quando finirà tutta questa ipocrisia demagogica di sinistra? Il popolo cubano ne ha le tasche piene del suo Leader Maximo e della rivoluzione, che di fatto hanno generato soltanto miseria e repressione. Andate a Cuba, ma non nei villaggi allestiti per turisti, in cui non manca niente. Andate tra il popolo, proprio tra la gente comune per capire i danni che il comunismo è stato in grado di originare.

L'associazione contro la pena di morte Nessuno tocchi Caino, sostiene che non si è mai voluto minimamente tener conto della realtà cubana e dei misfatti compiuti dal dittatore di più lungo corso al mondo, e che la Perla dei Caraibi non è tutta sole, mare e sabbia, ma anche un'isola galera con tanto di centri per la rieducazione.
E se volete saperne veramente di più visitate cubaitalia.org