mercoledì 19 marzo 2008

Paola Cortellesi - Daniela Santanchè

La sinistra ha le idee chiare...

[…] Il socialismo riformista lo ha capito, e difatti accetta il sistema di mercato con tutte le sue implicazioni. Certo non può abbandonare salari e stipendi a una competizione selvaggia che davvero porterebbe all'impoverimento crescente del proletario (mal previsto da Marx); e difatti questa sinistra, la socialdemocrazia, si impegna nel welfare e nella protezione delle fasce sociali più deboli.

Invece il socialismo cosiddetto alternativo, che è in sostanza un vetero- comunismo, non ha capito niente di niente. Non ha capito perché l'Unione Sovietica sia morta per collasso, perché l'economia di pianificazione collettivistica sia stata un disastro, e perché la ricetta del «niente a nessuno», la ricetta della eliminazione della proprietà privata, abbia prodotto la più sanguinaria dittatura totalitaria della storia. Prodi si illudeva di ammansire Bertinotti. Che invece rientra nella mischia elettorale più cattivo che mai predicando la guerra tra «sfruttatori e sfruttati».

Domanda: cosa ne dovremmo fare, presidente Bertinotti, degli sfruttatori? Li ammazziamo, come fece Stalin? Li espropriamo? In entrambi i casi uccidiamo la gallina che fa le uova d'oro. Il problema —ricordo—è la ricchezza per investimento, il capitale che alimenta e fa crescere l'economia. Se lo dissipiamo, i primi a trovarsi alla fame saranno proprio i cosiddetti sfruttati. Certo, una economia «troppo libera» crea ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri. Ma questo è un problema di ridistribuzione, come il socialismo riformista ha capito e il Bertinottismo no. Il Bertinottismo dipende (anche se non lo sa) dall' aiuto di Gesù Bambino.

scritto da Giovanni Sartori (Corriere.it)

martedì 18 marzo 2008

I comunisti possono trucidare

I pacifisti amanti del “Che” latitano, così come si è eclissato il popolo delle bandierine iridate. E’ ovvio: a massacrare sono i loro amici “rossi”, i nipotini di Mao, quelli della rivoluzione culturale, non gli odiati yankee o qualche israeliano nella striscia di Gaza. Certo: Bertinotti, Diliberto e l’Alfonso Pecoraio, il verde che ha lasciato Napoli e dintorni nell’immondizia, sono presi dalle elezioni per sconfiggere il “terribile” Cavaliere e la destra italiana, quindi i monaci tibetani possono morire nell’indifferenza generale: vergognatevi una buona volta!

venerdì 14 marzo 2008

Ho deciso chi votare!

“«Fini parla ormai come un vecchio democristiano, non ha il coraggio di dire che è già pronto l’inciucio con i comunisti e allora annuncia convergenze sui temi con i comunisti»”. Così il candidato premier de La Destra, Daniela Santanchè, replica a Gianfranco Fini. «Questa definizione di Fini - aggiunge - spiega bene perchè il voto a La Destra è l’unico modo per costringere Berlusconi e Fini a non fare accordi con i comunisti come già hanno fatto usando anche Giuseppe Ciarrapico, il grande amico di Goffredo Bettini»”. (Ansa)
Quanto mi piace Daniela: le darò il mio voto!

martedì 11 marzo 2008

Ciarrapico che paura!

Oggi tutti i bogger di sinistra si sono scatenati sulla candidatura nel PDL di Ciarrapico che tempo fa si dichiarò fascista. Peccato che siano pochi a preoccuparsi dei fascisti rossi (comunisti, disobbedienti, ecc.) che siedono nel nostro Parlamento. Personalmente mi hanno sempre preoccupato coloro che si definiscono democratici sotto il simbolo della falce e martello piuttosto di quelli che si dichiarano fascisti: almeno quest’ultimi sono usciti allo scoperto, tutti gli altri no.

(Nella foto il premio Nobel Dario Fo, prima che si togliesse la casacca nera per mettere quella rossa)